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A un metro da te: Cole Sprouse nel film sulla fibrosi cistica

Ma ciao ragassuoli!

Questa settimana è uscito al cinema A un metro da te, film che vede come protagonisti Haley Lu Richardson e Cole Sprouse.

La storia vi ricorderà quella di Colpa delle stelle: i due attori interpretano infatti due adolescenti che vedono il loro amore ostacolato da una malattia, la fibrosi cistica.

La patologia colpisce soprattutto i polmoni e porta chi ne è affetto al rischio di contrarre infezioni alle vie respiratorie. Per questo motivo è bene che chi ne soffre mantenga una distanza di sicurezza per evitare di “aspirare” batteri, potenzialmente fatali.

E’ da questo presupposto che il regista Justin Baldoni ha ideato la storia. L’uomo ha infatti raccontato di aver ideato il progetto dopo aver parlato in una sua serie di documentari con una ragazza afflitta da fibrosi, Claire Wineland :

“Un giorno chiesi a Claire se avesse mai frequentato qualcuno con la FC. Claire mi guardò come se fossi uno stupido. Mi disse: “certo che no”, e io “aspetta, perché no?”. In quel momento mi spiegò che le persone che convivono con la fibrosi cistica non possono avvicinarsi a più di un metro tra loro perché potrebbero trasmettere batteri pericolosi alle altre persone affette da fibrosi cistica”, ricorda.

Risultati immagini per a una metro da te

Baldoni continua:

“Sono rimasto senza parole e ho iniziato subito a pensare a quanto io sia stato incredibilmente fortunato a poter baciare mia moglie e abbracciare i miei figli. Ma poi ho pensato: e se la FC fosse lo sfondo di una storia d’amore. […] Potevamo raccontare una storia in cui i personaggi principali non si toccano fisicamente eppure far sentire al pubblico come se si toccassero per tutto il tempo?”.

L’idea ha portato alla creazione della storia di Will e Stella.

A un metro da te: trama

Stella (Haley Lu Richardson) è una ragazza di diciassette anni che vive in ospedale a causa della fibrosi cistica di cui soffre sin da piccola. La sua vita trascorre fra cure e la compagnia dell’amico malato Poe. Un giorno però in ospedale arriva il coetaneo Will (Cole Sprouse). Il ragazzo, a differenza della protagonista, non può sperare in un trapianto di polmoni a causa di una complicazione, cosa che lo ha reso cinico e duro. Ma l’amicizia fra i due e poi l’amore aiuterà entrambi a lottare per tornare a vivere.

I due ragazzi devono però mantenere una distanza di un metro e mezzo l’un con l’altro. Come gestire un rapporto che non consente vicinanza fisica?

A un metro da te: recensione

Il film ha il pregio di mostrare con onestà cosa significhi vivere con la patologia. Una malattia ingannevole perché spesso chi ne è affetto appare sano, ma deve in realtà passare diverse ore al giorno a gestire trattamenti complessi o affrontare sintomi improvvisi e gravi.

A un metro da te quindi dà voce a chi è affetto dalla patologia, mettendo in luce il peso emotivo che le malattie croniche hanno su pazienti, famiglie e amici. La pellicola ricorda così quanto è preziosa la normalità che diamo per scontata.

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Haley Lu Richardson e Cole Sprouse , già noti rispettivamente per i loro ruoli in Split e in Riverdale, sono stati lodati per la loro performance. Entrambi hanno tentato di immedesimarsi al meglio nel ruolo, perdendo peso e parlando a lungo con chi è affetto dalla malattia per poterne cogliere le emozioni e le difficoltà quotidiane.

Il risultato è un film poetico, dello stesso filone di pellicole come Colpa delle Stelle, Quel fantastico peggior anno della mia vita e Noi siamo tutto. Storie in cui le gioie dell’adolescenza di intersecano con malattia e dolore.

Il rischio delle trame così strutturate è di cadere nella pura retorica, nel melodramma.

E’ il caso di A un passo da te, che è stato infatti criticato da alcuni spettatori per il suo finale.

Ciò non toglie che sia un film capace di sensibilizzare ad un problema reale, e che, anche se con qualche scivolone, sia pienamente apprezzabile; non solo da un target coetaneo dei protagonisti ma anche da chi ha qualche anno in più e voglia conoscere la quotidianità di chi è affetto da fibrosi cistica.

Per oggi abbiamo finito. Ora ditemi. Voi andrete a vedere il film al cinema? L’avete visto? Cosa ne pensate?

Fatemelo sapere nei commenti qui sotto!

Alla prossima!

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