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Black Mirror 5: è lo spettatore a dover aguzzare lo sguardo

Ma ciao ragassuoli!

Black Mirror 5 ha fatto il suo debutto su Netflix da pochi giorni ed ha turbato molti dei suoi fan.

L’antologia fantascientifica di Charlie Brooker infatti è sicuramente cambiata rispetto a ciò che è stata finora. Black Mirror è sempre stata una serie feroce, che per la maggior parte del tempo ha creato per il pubblico immagini disturbanti e catastrofiste sulle conseguenze negative di una tecnologia portata all’estremo. Nel corso delle stagioni si sono per certi versi alleggerite le storie e le immagini. Ora, in questi ultimi tre episodi, questa tendenza è stata estremizzata.

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Black mirror. Memorie dal futuro

Ci avevano abituati a colpi di scena, finali dove spesso non c’era nessun vincitore (anzi, tante volte perdevano tutti) e ad ambientazioni futuristiche.

In questi tre episodi però lo stile è cambiato, a partire dal contesto -che è quasi un prossimo futuro- e dalla tecnologia che è molto simile a quella attuale.

Non bisogna però vedere questi cambiamenti come un limite. Il vero colpo di scena sta nel realizzare qualcosa che lo spettatore non si aspetta, e considerando che dopo 4 stagioni i fan della serie erano stati abituati ad un certo tipo di finale, condurre gli episodi in modo differente è la vera innovazione. In questa stagione è lo spettatore stesso a dover aguzzare lo sguardo a trarre le dovute riflessioni da ciò che sta vedendo.

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Black Mirror: San Junipero soundtrack vinile (Orig.Score)/Pict.Lp

Il regista si limita a raccontare tre vicende; sta allo spettatore osservare attentamente a quali problemi della società attuale si fa riferimento.

Ma andiamo con ordine.Vediamo la trama dei singoli episodi. Per chi non gli avesse ancora visti avviso: SPOILER in arrivo.

Black Mirror 5- Smithereens: trama e recensione

L’episodio gira attorno ad un autista che decide di rapire un dipendente della grande società Smithereens, una sorta di Facebook futuristico. L’uomo infatti ritiene l’azienda responsabile della morte della sua fidanzata e desidera attirare l’attenzione del suo ideatore, una specie di Zuckerberg in accappatoio, per raccontargli la sua storia.

Buona parte dell’episodio si svolge all’interno dell’auto del tassista mentre polizia, FBI e Smithereens stesso indagano l’identità e la storia dell’uomo.

Come in un poliziesco, vediamo come quasi tutte le informazioni necessarie sono immediatamente disponibili: tutti i dati dell’uomo, la vicenda dell’incidente della sua ragazza…non vi è nulla di segreto, nessuna privacy. Non è un caso se a guidare l’intera operazione è Smithereens stesso, mostrando quindi quanto potere ha il social grazie alla informazioni che riesce a reperire con estrema facilità.

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Ciò che stupisce inoltre è che il vero obiettivo dell’autista infondo sia quello di attirare l’attenzione del titolare dell’azienda e null’altro. Non gli interessa sapere come anche l’ideatore stesso sia a sua volta in crisi perché la sua creatura è stata trasformata in qualcosa di diverso da come lo aveva progettato, in un social che dà dipendenza. Ancora una volta a vincere è il desiderio di attenzione e di condividere una propria esperienza, in questo caso tragica (la morte della fidanzata), senza aprire un dialogo ma riversare all’esterno le proprie parole.

Quando nel finale vediamo concludersi la vicenda, viene ribadito ancora una volta quanto sia effimera quella società (che è poi la nostra), dove un caso così sconvolgente come un sequestro di persona, sparatorie e tutto ciò che ne è derivato si concluda poi con un altro articolo condiviso sul web, un altro tweet e nulla di più.

Black Mirror 5- Striking Vipers : trama e recensione

Dopo aver vissuto insieme durante i propri vent’anni, due amici si rivedono al compleanno di uno dei due. Uno si è ormai sposato, ha un figlio e tenta di averne un secondo; l’altro invece fa ancora una vita da scapolo e frequenta donne molto più giovani di lui.

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La festa è quindi l’occasione per riprendere il videogioco con cui trascorrevano intere nottate assieme: Striking Vipers. Il gioco però ora ha una nuova versione che consente di entrare con la mente nel corpo dei propri avatar e di vivere in prima persona le loro esperienze.

Giocando assieme però i due personaggi andranno ben oltre alla lotta. Inizieranno così ad avere una vera dipendenza dal gioco, capace di risvegliare in loro una passione ed emozioni che con la vita famigliare erano andate ormai sopite.

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L’episodio tratta un tema importante: come con le nuove tecnologie si presentino anche nuovi problemi nelle relazioni amorose e nell’identità sessuale.

Come giostrare una relazione tradizionale in una società dove le tecnologie aprono infiniti campi di sperimentazione relazionale? In cui grazie a degli avatar si possono cambiare i proprio connotati e vivere letteralmente le esperienze in un corpo diverso dal proprio?

Black Mirror 5- Rachel, Jack and Ashley, Too : trama e recensione

Quest’ultimo episodio è il più chiacchierato vista la presenza della famosa Miley Cyrus.

La star interpreta una sorta di Hannah Montana futuristica, una cantante idolo delle adolescenti che danza con vestiti succinti e compone canzoni su quanto sia importante credere in sé stessi. In realtà si scopre che la vera personalità della ragazza è molto diversa, ma viene tenuta a bada con dei farmaci dalla zia/manager. La donna vede infatti nella nipote una miniera d’oro ed è disposta a tutto pur di continuare a controllare ed estendere l’impero del marchio “Ashley”. Viene creata così anche una robot-bambola, “Ashley TOO”, un piccolo robot che riproduce la personalità della cantante.

Una delle bambole viene acquistata da una ragazzina che viene lentamente plagiata dal robot: Ashley Too le suggerisce come truccarsi, si comporta come un’amica e la incoraggia sempre a credere in sé stessa (anche nei momenti in cui un’amica vera dovrebbe invece aiutare a vedere la realtà).

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A stare accanto alla ragazzina però ci sarà sua sorella, che , accorgendosi della fortissima influenza esercitata dal pupazzo, deciderà di intervenire.

Anche in questo episodio siamo noi a dover soffermarci sugli spunti dati dall’autore: l’impatto eccessivo che influencer e star hanno sui giovani; genitori sempre più distratti e incapaci; una tecnologia che in un prossimo futuro potrebbe essere usata per prosciugare la creatività al solo fine di guadagnare sempre di più.

Da considerare anche come l’episodio riesca a far riflettere sull’effettiva validità di messaggi positivisti come “credi sempre in te stesso e riuscirai in ciò che farai”. Lo spettatore ne ha uno spunto di riflessione quando la ragazzina viene incoraggiata da Ashely Too ad esibirsi davanti all’intera scuola in una gara di danza per poi fare una pessima figura.

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Va bene l’incoraggiamento, però bisogna anche essere preparati all’insuccesso nella vita e diventa difficile in una società come quella dell’episodio (molto molto simile alla nostra). Lì infatti la tecnologia è utile per limitare tutto ciò che è scomodo: vi sono app capaci di modificare parole di rabbia in un testo d’amore per sé stessi; altre di limitare la personalità eliminando tutti gli aspetti scomodi, scurrili e rabbiosi; farmaci per trasformare una lacrima in un sorriso e così via discorrendo.

In conclusione Black Mirror 5 è diverso dalle altre stagioni, ma basta aguzzare lo sguardo per ritrovare lo stampo dei primi episodi.

E voi che ne pensate? Vi sono piaciute le puntate?

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Charlie Brooker’S Black Mirror: Collection [Edizione: Regno Unito]

Alla prossima!

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